Cà Mamai

Un po’ di storia

La passione che ha portato Cristina e Alfonso a intraprendere un’attività agricola va oltre all’interesse di produrre un vino di eccellenza ma riguarda il progetto di rivalutazione territoriale di Dogliani, il meraviglioso borgo in provincia di Cuneo.

É considerato la capitale delle Langhe, è ricco di storia, di paesaggi pittoreschi e di una curiosa architettura ad opera della mano esperta ed eclettica di Giovanni Battista Schellino. La tradizione vitivinicola di quest’area trova la sua massima espressione nell’uva Dolcetto, la cui complicata coltivazione in questa zona è accertata fin dal 1593. Il secondo Presidente della Repubblica d’Italia, Luigi Einaudi, ne fu un così grande stimatore che decise di gettare le premesse per una concreta valorizzazione del territorio.

Grazie alla coltura attenta, la vinificazione tradizionale e la disposizione a mezzogiorno dei vitigni, Cristina e Alfonso di Cà Mamai possono vantarsi di creare un prodotto di qualità. Per la vinificazione e l’imbottigliamento del vino, Cà Mamai, lavora in sinergia con la Famiglia Revelli: storica azienda situata nel cuore delle Langhe.

Non tutti riescono nell’impresa di coltivare i vitigni di Dolcetto in quanto è un vitigno fortemente marcato dall’estrema sensibilità: i terreni freddi e umidi causano la caduta precoce degli acini mentre, le ventate calde, ne causano il precoce appassimento prima della stessa raccolta. Ecco perché il motto di Cristina è “Quando apri una bottiglia di vino, senti tutti i miei sentimenti”: il Dogliani racchiude tutta la sua pazienza, la sua dedizione e il suo expertise di un lavoro così difficoltoso ma appagante.