Perché il Gattinara DOCG è conosciuto anche come “La bottiglia storta”?

Guillermo del Toro, in una celebre e pluripremiata pellicola del 2017, presenta “La forma dell’Acqua”. Anche tu, in questo esatto momento, leggendo la parola forma avrai pensato ad un’immagine: un triangolo ad esempio, o magari – trovandoti su un blog di prodotti piemontesi – ad un formaggio. 

E invece, ti sorprenderò ancor di più, perché qui si parla della “forma del vino”.
Più nello specifico, della forma di una bottiglia di vino molto particolare e assai preziosa a noi piemontesi: quella del Gattinara DOCG. Courtesy of Travaglini Gattinara

Le bottiglie di vino, innanzitutto, hanno una caratteristica unanime relativa alla loro dimensione: 75 cl. Ti sei mai chiesto perché? E, se la risposta è no, sappiamo che lo stai facendo proprio adesso. Infatti, c’è una ragione per cui le bottiglie di vino hanno esclusivamente una capienza di 75 cl.

È necessario fare un bel salto nel passato, arrivando più precisamente al 1700, quando nel Regno Unito il vino era di moda e l’importazione costrinse i francesi ad adattare l’unità di misura nel commercio. Per semplificare la conversione, il vino di Bordeaux veniva trasportato in mastodontiche botti da 225 litri, ossia 50 galloni esatti, divisi in 300 bottiglie. Un momento… 300 bottiglie, 225 litri, significa che ogni bottiglia conteneva 0,75 cl e, non solo: per ogni gallone si trovavano 6 bottiglie di vino, motivo per il quale oggi le casse sono quasi sempre da 6 o da 12.

Le bottiglie, oltre ad avere un quantitativo di vino comune, hanno anche, generalmente, tutte la stessa forma. Ma a noi piacciono le eccezioni. Per questo ti presentiamo il Gattinara DOCG, il cavallo di battaglia della famiglia Travaglini. Partiamo, però, col conoscere meglio il territorio: ci troviamo in una zona particolare del Piemonte nord orientale, dove il microclima fresco ma soleggiato contribuisce alla maturazione dell’uva Nebbiolo con profumi molto intensi, merito anche dell’abbraccio materno del Monte Rosa, che porta una brezza leggera evitando i freddi venti. Decisamente particolare è il terreno su cui si ergono i vigneti: nell’area di Gattinara, sono infatti presenti rocce di granito, porfido, ricche di minerali ferrosi, i quali contribuiscono a dare un colore rosso alla terra. Il suolo di origine vulcanica, inoltre, permette al vino di guadagnare una spiccata sapidità e un’evidente mineralità, accompagnata da un’acidità persistente.

Courtesy of Travaglini Gattinara

Tornando al vino, la forma della bottiglia è piuttosto inusuale. Sa catturare l’occhio dell’osservatore lasciandolo sorpreso e curioso. La vista è il primo dei tre sensi che va poi ad affascinare chiunque lo provi: successivamente toccherà a gusto ed olfatto essere conquistati. 

Quella del Gattinara DOCG è una bottiglia di design funzionale, non fine a sé stessa. La sua forma la rende morbida alla vista, quasi come fosse una scultura michelangiolesca. Se hai pensato alle sinuose forme date al marmo della Pietà, hai fatto centro. Questa particolarità porta ad una funzione specifica e molto utile: la bottiglia trattiene gli eventuali sedimenti naturali, permettendo il servizio diretto al bicchiere, mentre il suo colore scuro protegge il vino dalla luce, garantendogli una conservazione impeccabile. Pensa che Gattinara è l’unico borgo al mondo dove viene prodotto un Nebbiolo da terre di origine vulcaniche.

Questa forma così speciale è stata messa a punto e brevattata da Giancarlo Travaglini nel 1958. La famiglia Travaglini, dal 1920 è simbolo di eccellenza dell’arte vitivinicola, è la dimostrazione di come si possa andare oltre le esigenze dettate dal mercato. Con un pizzico di fantasia applicata alla funzionalità degli oggetti, anche una semplice bottiglia di vino, con la sua forma, può diventare un pezzo d’arte.

L’arte di cui si può godere attraverso la vista, si trasforma in tripudio quando avviciniamo il calice prima al naso, poi alla bocca. Tutto frutto del lavoro di un’azienda capace di tramandare di generazione in generazione la passione e… “Il Sogno” (vino raro prodotto in sole 2300 bottiglie all’anno), quello di Giancarlo Travaglini di dare vita ad un vino rosso ottenuto dall’appassimento sui graticci delle uve Nebbiolo per almeno 100 giorni e affinato per quattro anni in botti di rovere, diventato realtà grazie all’impegno e alla dedizione di sua figlia Cinzia. Un vino famoso in tutto il mondo, capace di catturarti alla vista, con la particolare bottiglia; all’olfatto, grazie ai suoi aromi complessi e variegati e, ovviamente, al palato. Perfetto in abbinamento con carni rosse e formaggi stagionati. 

Courtesy of Travaglini Gattinara

Il Gattinara DOCG, dunque, è molto più che un semplice vino

Un’opera d’arte capace di catturare la tua attenzione fin dal primo sguardo alla bottiglia, la sua forma è il marchio di fabbrica di un’eccellenza che il mondo ci invidia. 

– Alla prossima, with Love!
Filippo