Il tartufo si mangia solo d’autunno?

Se ti dicessi di gustarci insieme un bel risotto al tartufo? No, non sono impazzita che penso al tartufo d’estate, semplicemente questo prodotto magnifico e pregiato non può mancare in una delle tue serate estive.

So che a questo punto una domanda sorge spontanea: ma il tartufo non si raccoglie in autunno? Fino a qualche tempo fa anche io mi sarei posta lo stesso quesito, convinta di non poterlo trovare in nessun’altra stagione.

E invece così non è. Di tartufi ne esistono di tante varietà diverse: dal più raro tartufo bianco al tartufo nero pregiato, fino ad arrivare al tartufo nero estivo che si raccoglie proprio nel periodo che va da Maggio a Settembre.

Lo sanno bene Domenica Bertolusso e Beppe Montanaro, fondatori di Tartuflanghe, un’eccellenza artigiana che si occupa di questo prodotto dal 1968. 

Fu loro l’intuizione di dare la possibilità agli appassionati della buona cucina di gustare il tartufo anche fuori stagione. Così il loro ristorante storico “Da Beppe”, si trasformò ben presto in un laboratorio artigianale del tartufo da cui nacquero prodotti come la pasta Tartufissima, presente nella lista di cose preferite di Oprah Winfrey, e ilFettine di tartufo estivo il nostro amato tartufo estivo, racchiuso in un vasetto e lavorato secondo una speciale tecnica di lavorazione che mantiene inalterate le caratteristiche del tartufo e garantisce una conservazione incredibilmente lunga.

Il nome dell’azienda è stato pensato proprio da Domenica che ha voluto unire l’amore per il tartufo con il luogo in cui esso nasce: le Langhe.

Ma sai perché il tartufo nasce in queste terre piemontesi?

Langhe: dal vino al tartufo

Se dovessi pensare alle principali città in cui nascono i vini della zona, quali ti verrebbero in mente? Sicuramente tra i nomi più noti ci sarebbero Barolo, Alba, Barbaresco, Neive… 

Ma aspetta, prima che ti faccia un elenco lungo due pagine, perché ti ho iniziato a parlare del vino se fino ad un minuto fa stavamo parlando di tartufo?

Beh, perché i vitigni e il tartufo hanno due cose in comune: il clima e il terreno. Quindi, così come questi luoghi sono perfetti per la crescita della vite, così lo sono per il tartufo.

Nel caso non lo sapessi, queste colline una volta erano occupate dal mare. Il terreno che caratterizzava il fondale marino, ricco di carbonato, è rimasto nel verde che vediamo oggi ed è diventato l’elemento chiave necessario per permettere, sia all’uva che al tartufo, di crescere.

Ecco che le langhe diventano la patria del tartufo. Un fungo così imprevedibile in grado di crescere anche sotto ad un vigneto, magari vicino ad un palo di salice che ha attecchito nel tempo.

Il clima e il territorio basterebbero già a farti comprendere quanto possa essere unico questo ingrediente, ma la storia non finisce qui.

Più prezioso dei diamanti

Se fossimo in una puntata de “La Signora in giallo” credo che nemmeno Jessica Fletcher avrebbe vita facile con i tartufi. Diciamo che per questi funghi una semplice passeggiata lenta non è abbastanza. Ci vuole la giusta strumentazione e avere al proprio fianco un “trifulau” che non è un virus pericoloso, ma è il nome dialettale con cui vengono chiamati i cercatori di tartufi.

Ma credi basti solo questo a renderli così pregiati? Ovvio che no, la ricerca del tartufo è solo la punta dell’iceberg. La loro anima ribelle fiorisce nei luoghi umidi, e come simbolo di una natura selvaggia e lenta, ci impiega parecchi anni a crescere e maturare. Quindi mettiti comodo perché in alcuni casi può metterci anche sei anni.

Se tutto questo racconto ti ha fatto venire voglia di esplorare le terre del tartufo, non mi resta che consigliarti qualche percorso da fare in compagnia. Scarpe da trekking ai piedi, si parte!

Sui sentieri del tartufo

Tra i percorsi più belli da poter fare alla ricerca di questo delizioso fungo, troviamo il “Sentiero del Tartufo”, 13 km di passeggiata alla riscoperta di nuove emozioni.

Il percorso inizia da Neive, più precisamente dalla cappella di San Rocco. Si sale lungo una stradina e si continua in discesa fino a costeggiare il passaggio a livello di Borgonuovo, punto in cui si imbocca la strada in direzione Bricco. 

Si oltrepassa il ponte sul rio Tinella e si avanza fino ad incontrare le prossimità di cascina “Vano”. Si prosegue su una strada sterrata fino ad una tartufaia ricca di piante secolari, il luogo perfetto per trovare qualche piccolo gioiello. Dopo una strada erbosa che si snoda fra gli alberi, si attraversa un ruscello per proseguire su una strada ripida circondati dal bosco.

Una volta usciti dal bosco si costeggia prima un noccioleto e poi una vigna per poi rimmergersi nel bosco, proseguendo in direzione Caloglio e Spessa. 

A questo punto puoi decidere di iniziare il ritorno o completare l’itinerario. 

Per completarlo si cammina per 1km di asfalto in direzione di un grosso ripetitore che si trova in cima ad una collina. Dopo una leggera discesa si continua per le vigne tra discese e salite. Superata l’ultima vigna si prosegue verso Olano, Borgata Ritorno e poi a Caso dove è possibile salire fino ad un grosso ciliegio da cui godersi una vista spettacolare. Scendendo in mezzo a nuove vigne si incontra la provinciale per Neive che ti riporterà al punto di partenza.

Il percorso è lungo e impervio proprio come il nostro tartufo, ma ne vale sicuramente la pena per apprezzare al meglio questo prodotto e questa terra. 

Che poi non ci scappi a metà passeggiata una bella merenda a base di tartufo? Di snack ce ne sono a volontà!

– Alla prossima, With love!
Francesca