Perchè la vendemmia è una tradizione così magica?

L’autunno è alle porte e nelle vigne si percepisce il fermento dei preparativi per il momento più importante dell’anno: la vendemmia.

Tutti i vignaioli lavorano sodo tutto l’anno, coltivando la terra, coccolando le viti come se fossero tutte loro figlie, per arrivare a settembre e raccogliere finalmente il tanto atteso prezioso frutto.

Nel nostro Alto Piemonte si raccoglie in primis l’uva bianca, Erbaluce e poi il Nebbiolo, VespolinaUva Fragola e Croatina.

E’ un momento importante per il nostro territorio, dove molto spesso i vignaioli scelgono di condividere la vendemmia con i cittadini delle zone in cui producono.

Un po’ di storia

La storia della vendemmia, risale già ai tempi dei romani: si narra che il 19 agosto celebravano la cosiddetta “Vinalia Rustica”: una festa in onore di Bacco che dava inizio alla vendemmia.

L’uva era raccolta a mano con arnesi simili a coltelli, poi riversata in vere e proprie vasche, chiamate “lacus vinaria”, dove veniva pigiata.

Durante tutti i giorni della vendemmia, le attività quotidiane erano sospese e l’intera famiglia o cerchia famigliare, si riuniva per dedicarsi esclusivamente al lavoro nei vigneti.

Da questo nasce il carattere conviviale e sociale di questa attività che univa le persone per festeggiare la raccolta e per trascorrere del tempo insieme.

Nella società contadina, la data d’inizio della vendemmia era definita dal responsabile dei vigneti, che grazie ai continui assaggi degli acini ne valutava la maturazione. Per il momento della raccolta intere famiglie si spostavano di podere in podere, gareggiando nel chi vendemmiava prima il filare assegnato.

Per poggiare le viti, si utilizzavano alberi come l’olmo, il “testucchio” (gambo, stelo, fuscello, incrociato) e i grappoli più alti venivano raccolti con le scale e panieri con uncino.

Le uve raccolte nei cesti, venivano riversate nelle “bigonce” (Recipiente di legno di ca. 50 litri, fatto a doghe tenute insieme con cerchi di legno, di forma leggermente svasata dal fondo alla bocca a sezione ovale) e infine trasportate alla cantina dai carri trainati dai buoi.

Oggi con l’introduzione di strumenti meccanici, che aiutano e favoriscono la raccolta delle uve, il momento della vendemmia ha perso parte del suo valore festivo e conviviale, anche se diverse cantine e paesi cercano di mantenere viva l’usanza e tradizione sul territorio.

Non solo vino

Nel passato, l’uva non era solo destinata alla produzione del vino, ma rappresentava una risorsa alimentare importante.

Una delle ricette, che ancora oggi possiamo trovare sulle nostre tavole in questo periodo, è il Busarò. La classica schiacciata contadina fatta di pasta di pane con uva fragola e zucchero.

In passato grazie al succo non fermentato della vendemmia, si otteneva una bevanda rinfrescante, mentre con il mosto fresco di giornata si otteneva la “Sapa”: una specie di sciroppo ottenuto dalla cottura lenta  del mosto con noci, fichi o mele, conservato poi in bottiglie ed utilizzato per più preparazioni.

Feste e tradizioni

Nel nostro Alto Piemonte, la tradizione della Vendemmia è ancora un’usanza sentita e vissuta in molti paesi e tantissime cantine.

E’ un momento di gioia nel condividere i frutti che la nostra terra ci dona, con la fatica e il sudore dei vignaioli che vi si sono dedicati.

Tra le feste più importanti abbiamo a inizio settembre, la “Festa del Vino di Gattinara”, che quest’anno ha festeggiato la 37° edizione.

Un momento di grande festa per le vie del paese, con degustazioni enogastronomiche, appuntamenti musicali, culturali, mostre d’arte e design legate al settore vitivinicolo. Inoltre, sono presenti taverne dove poter degustare specialità tipiche insieme al Gattinara DOCG, ma anche con i vini delle province di Vercelli, Biella e Novara.

Grazie a questo clima di accoglienza la Festa è uno dei principali eventi della città di Gattinara ed è tra le più prestigiose manifestazioni legate alla vendemmia del Piemonte, che celebra per tre giorni uno dei grandi vini rossi italiani : il Gattinara D.O.C.G.

Assolutamente da non perdere il prossimo anno!

Un altro paese che merita attenzione in questo particolare periodo dell’anno è Sizzano. La Festa di Sizzano, sarà il 22 settembre. Una giornata organizzata nei minimi dettagli, offrendo la possibilità di passeggiare per i vigneti, con l’illustrazione degli impianti di alcuni produttori, le uve tipiche e le tecniche di coltura.

In aggiunta un pranzo suggestivo in vigna con piatti tipici della tradizione piemontese come polenta, tapulone (non ti ricordi? Ne abbiamo parlato qui) e prodotti tipici del territorio, fino ad arrivare in piazza a Sizzano per la pigiatura dell’uva.

Gemellata alla giornata anche Ghemme, dove viene proposta la visita di alcune cantine, la vinificazione e la visita al Ricetto (borgo antico).

I nostri vignaioli cercano di mantenere la tradizione, la convivialità, la tradizione e la condivisione del loro lavoro, non solo portando sulla nostra tavola vini di ottima qualità da degustare, ma dando vita a vere proprie feste per valorizzare il nostro Alto Piemonte, che troppo spesso viene sottovalutato.

Le cantine sono aperte tutto l’anno, il momento della vendemmia è sicuramente però il più suggestivo, ma i racconti dei vignaioli non sono da meno, perché hanno sempre una storia del territorio da raccontare.

– Alla prossima, With Love
Jacqueline