Perchè gli Orridi di Uriezzo sono i nuovi Grand Canyon

Una passeggiata nella dolce penombra del bosco, immerso in un silenzio rigenerante, rotto solo dai suoni della natura. Poi, ad un tratto, comincia la discesa nel cuore della terra. 

Ed è un tripudio di gole rocciose e profonde, cunicoli tortuosi e alte volte ricoperte dal muschio… no, non siamo in America, ma in Piemonte!

Nella splendida Valle Antigorio, situata nella parte della nostra regione che prende il nome di Alto Piemonte, la natura ha creato millenni fa uno spettacolo che non ha nulla da invidiare al Grand Canyon: gli Orridi di Uriezzo.

Un nome che incute paura ma che nasconde autentiche bellezze

Il nome incute timore? Niente paura, l’aggettivo latino horridus era usato per indicare un paesaggio aspro e selvaggio. E quale miglior descrizione per questo incredibile luogo?

Se già scalpiti per la curiosità, approfitta del prossimo weekend libero e immergiti nella natura e nella storia della nostra Terra!

Sei fortunato: il periodo migliore per visitare gli Orridi è proprio questo, quindi indossa le tue scarpe da trekking, un abbigliamento comodo e non dimenticare il costume da bagno. Scoprirai dopo perchè, non vorrai mica che ti sveli tutto ora! 

Organizzati in coppia, da solo o con amici e perché no, anche con la famiglia: i bambini più grandi possono facilmente seguire l’intero percorso a piedi, mentre, i più piccoli, potranno godersi la gita comodamente seduti nello zaino da trekking.

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Gli Orridi visitabili sono tre: l’Orrido Nord-Est, il più piccolo e con alcuni punti molto stretti, l’Orrido Ovest, meta degli escursionisti più esperti e l’Orrido Sud, considerato unanimemente il più spettacolare e agevole da percorrere. 

Esiste anche un quarto Orrido, detto di Vallaccia, ma è davvero difficile accedervi senza una preparazione specifica.

Ma come si sono formati gli Orridi di Uriezzo? Bisogna fare un salto nel tempo fino all’ultima era glaciale, per ammirare il lavoro millenario dei torrenti e delle cascate del Ghiacciaio del Toce, che fino a 12.000 anni fa occupava questa Valle. L’azione erosiva dell’acqua ha scolpito nel granito questa rocce trasportando sabbia e detriti. Quando i torrenti si sono asciugati, sono rimaste queste strette vallate e gole: una testimonianza della forza artistica della natura, ora agilmente visitabile a piedi. 

Il sentiero da percorrere in questo mondo magico e millenario

La nostra escursione comincia da Baceno (ma puoi accedere agli Orridi anche da Premia e Verampio), più precisamente dalla chiesa di San Gaudenzio: se hai tempo, sappi che i suoi affreschi cinquecenteschi, testimonianza dell’arte locale, meritano sicuramente una visita.

Alla sinistra della facciata della chiesa è ben visibile l’inizio del percorso, che comincia su una mulattiera e prosegue attraverso un boschetto incantevole. Seguendo le indicazioni, si arriva alla scala da cui comincia la discesa nell’Orrido Sud, la cui profondità arriva a superare i 30 metri.

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Camminare tra queste rocce eterne ti fa sentire parte di un’unica grande storia, in cui il tempo sembra fermarsi. Lo spirito d’avventura che è in te prende il sopravvento mentre attraversi i cunicoli dalle pareti altissime, che giungono a sfiorarsi fino a rendere impossibile scorgere il cielo.
Questi passaggi, incredibilmente cesellati nella roccia, si aprono in cavità ampie e sinuose, ricoperte di vegetazione, dette stanze.

Non fermarti, ti bastano pochissimi minuti per giungere alle Marmitte dei Giganti, rocce che l’acqua dell’antico Ghiacciaio ha modellato in piccole insenature. Qui, il fiume Toce si diverte a creare piccole cascate e altri giochi d’acqua, che terminano in uno specchio cristallino.

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Se un tuffo tra le limpide acque di montagna non ti spaventa è il momento giusto per tirare fuori il costume, altrimenti puoi approfittarne per rilassarti sulla spiaggetta sassosa

Sei nel posto ideale per una meritata pausa: prendi spunto dalla merenda dei pastori che popolano la Valle!

Un picnic alle Marmitte dei Giganti

Procurati del pane integrale di segale e accompagnalo con uno dei prodotti più buoni e caratteristici della zona, la Mortadella Ossolana: non lasciarti ingannare dal nome, in realtà si tratta di un delizioso salame, preparato con carni crude di suino, a cui si aggiungono una piccola percentuale di fegato e vin brulé.

L’unicità di questo prodotto è tutelata dal presidio Slow Food, che si impegna per salvaguardare le eccellenze locali, preparate con cura artigianale e secondo il metodo tradizionale.

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Un ultimo tocco? Aggiungi qualche fetta di Toma di Antigorio al Prünent, un formaggio prodotto nella Valle e affinato a Oira, paesino che sorge proprio in prossimità degli Orridi. La storica lavorazione a latte crudo di questa toma è impreziosita da una breve immersione nelle vinacce di vini locali, quali il Prünent, che ne colorano la crosta e rendono il gusto piccante e intenso.

Gusto e tradizione a km0 sono la degna conclusione di un emozionante salto nella storia di questo territorio ricco di fascino.

– Alla prossima, With Love!
Maria Chiara