I vini dell’Alto Piemonte: un’introduzione

Quando si pensa al Nebbiolo si pensa subito ai più grandi principe e re di Langa come il Barolo e il Barbaresco e ci si dimentica quasi di quei vini che nascono nell’Alto Piemonte, quella fascia di terra che dalle Valli Ossolane scorre accanto al fiume Ticino fino alla Serra di Ivrea.

Vini che meriterebbero più considerazione, d’altronde sempre di Nebbiolo si tratta.Nelle terre del Nord Piemonte, nelle province di Novara e Vercelli, il Nebbiolo prende il nome di Spanna da Spiona, in dialetto novarese, che potrebbe derivare dal latino “Spinus”: il pruno selvatico, i cui piccoli frutti, oltre ad assomigliare all’uva, sono coperti dalla pruina, quella patina chiara simile a ciò che si forma sulle prugne. Sempre legato al termine spinus c’è anche il Prünent, il Nebbiolo delle Valli Ossolane.

Dovete sapere che a rendere l’Alto Piemonte un territorio di grande vocazione enologica è sicuramente la composizione dei suoli originati, nella zona della Valsesia, dall’implosione di un Supervulcano. I terreni sono composti perlopiù da Porfidi Rosa, ghiaiosi in superficie ma si possono trovare differenti tipologie di terre a poche decine di metri di distanza. Sono davvero suoli unici nel loro genere, che donano ai vini caratteristiche inconfondibili come la spiccata acidità ma anche una decisa impronta sapida, elementi distintivi che permettono a questi vini di perdurare e mantenersi per lunghi anni.Dieci sono le denominazioni che fanno parte dell’Alto Piemonte, partendo da Nord troviamo Valli Ossolane Doc in provincia di Verbania, spostandoci più a Sud nella provincia di Novara abbiamo: Ghemme, Sizzano, Fara, Boca e Colline Novaresi  mentre nella provincia di Vercelli ad Ovest del fiume Sesia abbiamo Gattinara, Bramaterra, Lessona e la più generica Coste della Sesia.

Ognuna di queste denominazioni ha particolarità uniche e irripetibili ma ve ne parlerò nei prossimi articoli! 😉

– Stay tuned!
Elena