Gianni Agnelli: il Re dello stile italiano a quattro ruote

Esistono personaggi talmente leggendari che basta un dettaglio per rievocare la figura nell’immaginario collettivo. 

Chi ti viene in mente, ad esempio, se parlo di orologio sul polsino?

Il nome Gianni Agnelli, è la passione per la Juventus, il tifo indiavolato per la Ferrari, è la sua inconfondibile erre moscia… Ma è anche e soprattutto Fiat, la fabbrica che guidò al successo per tutta la vita.

La Fiat 500: la citycar più iconica

È il primo luglio 1957 quando un gruppo di meccanici e operai, stanchi ma soddisfatti, consegna ai dirigenti dello stabilimento Fiat di Torino Mirafiori, un’auto destinata a creare il mito della citycar torinese. La Nuova Fiat 500

Progettata ad un prezzo contenuto per famiglie e operai, la sua forma arrotondata, le dimensioni contenute e il tettuccio apribile l’hanno resa un simbolo dello stile italiano in tutto il mondo.

fiat-500-red-vintage-car

Gianni Agnelli visto da vicino

Ad assistere alla sua presentazione c’è un giovane uomo dal profilo deciso e dalle idee chiare: Gianni Agnelli.

Sin da piccolo Giovanni, ha dovuto confrontarsi con l’ingombrante figura dell’omonimo nonno, fondatore nel 1899 della Fabbrica Italiana di Automobili Torino.

Dal patriarca, Gianni ha ereditato il carattere forte e il senso di appartenenza a quella famiglia che possiamo considerare come una moderna dinastia dei nostri tempi. 

Proprio come accade ai reali, essere un Agnelli, diventa per lui una missione e una responsabilità

Conquistata la laurea in giurisprudenza (e l’appellativo di Avvocato) il giovane Gianni si gode ancora qualche anno di spensieratezza.

Ma il suo cuore, lo sappiamo tutti, è bianconero: Gianni eredita la dirigenza della Vecchia Signora (ossia la Juventus) nel 1947, dando il via ad “un’infinita storia d’amore, che come tutte le grandi passioni mi regala grandi gioie e grandi frustrazioni”.

juventus-team-with-gianni-agnelli-fiat

Perchè Gianni Agnelli è diventato un’icona

Gli impegni di famiglia chiamano e nel 1966 l’Avvocato diventa presidente della Fiat, preparandosi ad affrontare una parentesi non proprio facile per l’economia e la società italiane: avrai sicuramente sentito parlare degli “anni di piombo”.

Tra gli anni ‘70 e ‘80 l’Italia viene messa a dura prova dalla recessione economica, aggravata dalla crisi petrolifera e dal blocco della circolazione. A rendere l’aria ancora più pesante ci pensano le contestazioni di studenti ed operai, che sfociarono spesso nel terrorismo

La Fiat sembra spacciata ma Gianni, da vero capitano, tiene saldo il timone, tratta con gli operai e riceve un insperato sostegno. Quadri e impiegati della Fiat, pur di salvare la fabbrica al fianco del loro leader, protestano contro i sindacati in quella che passò alla storia come la marcia dei 40.000.

La crisi rientra e Gianni traghetta con successo la sua azienda verso i favolosi anni ‘80, traformando la Fiat in un impero, i cui interessi spaziano dalle auto all’editoria e alle assicurazioni.

Una vita da far invidia a tutti

Osannato dalla stampa come l’ultimo monarca dell’Italia repubblicana, diventa un modello di riferimento per gli yuppies dell’epoca e re della high society.

fiat-gianni-agnelli

Le sue cene sono leggendarie: immancabili abbinamenti raffinati quali foie gras e il Moscato d’Asti DOCG di Enrico Serafino. Un vino fresco e vivace, fermentato nelle cantine storiche di Serafino, dopo una rigorosa vendemmia a mano, senza l’uso di coclee per preservare tutto l’aroma dell’uva di Moscato

Un altro binomio degno della tavola di un re? Tartufo bianco disidratato accompagnato da un calice di Alta Langa DOCG Brut Oudeis della Cantina Enrico Serafino.
Quella dell’Oudeis è una lavorazione artigianale che parte dalla selezione manuale dei grappoli d’uva di Pinot Nero e Chardonnay n modo delicato così da preservare l’integrità del frutto. L’annata del 2016, é stata una delle annate più particolari perché caratterizzata da uno dei cicli vegetativi più lunghi degli ultimi anni. Infatti, l’energia trasmessa da questo vino è sicuramente uno dei suoi aspetti più affascinanti.

Sa incarnare appieno la filosofia del nostro Gianni: “è sempre meglio investire nel vino: male che vada lo si può bere”.

Agnelli lascia la dirigenza della Fiat a 75 anni, ricevendo la nomina di senatore a vita. Si spegne nel 2003 con l’onore dei funerali di Stato per l’uomo che seppe incarnare il sogno della rinascita italiana. 

Alla prossima, With love!
Chiara