Gavi di Gavi: la guida al vino bianco perfetto per l’estate

“Un buon vino è come un buon film: dura un istante e ti lascia in bocca un sapore di gloria. É nuovo ad ogni sorso e, come avviene con i film, nasce e rinasce in ogni assaggiatore” 

Queste sono le parole di Federico Fellini, il regista italiano che ha fatto la storia del cinema. Non posso che trovarmi d’accordo con il suo pensiero: ogni sorso di vino ti riporta al palato sapori nuovi e la sensazione differenti.

La sua citazione mi porta alla mente ciò che dicono sempre Romina e Alessio della Cantina Luigi Tacchino: “Il vino è vivo: nasce, cresce e matura”.

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Il nostro Luigi: fondatore dell’azienda vitivinicola Tacchino


Ci vuole tempo, dedizione e cura per portare alla luce “il Barolo dei vini bianchi” come viene chiamato il Gavi di Gavi. Prodotto in solo undici comuni del Piemonte, dietro al suo nome, si cela l’unicità del territorio in cui viene creato.

Ma aspetta, lascia che ti racconti qualcosa di più.

Sui colli piemontesi

Ci troviamo nel Basso Piemonte, al confine con la Liguria, immersi tra vitigni e cantine. Qui la fanno da padrona i vini rossi piemontesi, conosciuti in tutto il mondo. Ma ecco che, in mezzo ad un mare di vitigni rossi, su di una collina spicca lui: il nostro Gavi DOCG, di vitigno cortese.

È proprio la posizione in cui si trova a differenziarlo da altri vini. Infatti in questa zona si mischiano i venti marini della Liguria e l’aria fresca dell’Appennino che gli donano quei grandi profumi freschi ed eleganti, da renderlo così unico.gavi-vineyards-piedmont

Sappi però che trovare il Gavi non è proprio così facile, in quanto la sua denominazione è strettamente legata all’appartenenza ad una cerchia protetta, composta da undici comuni del Monferrato: Bosio, Capriata d’Orba, Carrosio, Francavilla Bisio, Gavi, Novi Ligure, Parodi Ligure, Pasturana, San Cristoforo, Serravalle Scrivia, Tassarolo.

Ma tu ora mi dirai: “ Cosa ci fa questo vino bianco in un territorio dominato dal rosso?”. Verrebbe da pensare che sia solo un caso e, invece, come ogni prodotto di questo Bel Paese, la sua origine si cela dietro alla storia del territorio.

Le terre del Gavi infatti erano dominate da nobili genovesi che avevano dimora in questa zona. La loro cucina era a base di pesce, carni magre e verdure, che mal si abbinava ai vini rossi. La fortuna fu che sul territorio era già presente il vitigno cortese. I genovesi lo sfruttarono per esigenze culinarie dando così vita al bianco Gavi.

Ora che abbiamo risolto il mistero delle sue origini e del suo territorio però arriviamo al sodo: è il momento di degustare un buon calice di questo vino di Luigi Tacchino! Quindi carta e penna alla mano che ti sto per dare qualche suggerimento su come cogliere ogni sfumatura di questo capolavoro piemontese.

Come gustare il Gavi di Gavi

Si sa che i nostri sensi non mentono mai, e ciò vale soprattutto quando si tratta di degustare il Gavi di Gavi di Luigi Tacchino.

L’importante quindi per poterselo godere al meglio è riuscire a notare le diverse sfumature di gusto senza perdersi nessuna delle sue meravigliose caratteristiche.

Innanzitutto si parte dallo strumento fondamentale: un bel calice di dimensioni medie. Una volta che avrai il calice tra le mani, potrai versare il vino che deve essere ad una temperatura di 12°. Quindi in questo periodo così caldo fai spazio nel tuo frigo, e tieni il vino al fresco.

Ora lo puoi sorseggiare? No, non correre, non è ancora arrivato quel momento, ma è ora di far lavorare i nostri sensi. La vista e l’olfatto sono ciò che entreranno per primi in campo.

– Alla vista puoi notare il suo colore giallo paglierino intenso, con sfumature dorate, quasi a ricordare il fieno e la campagna piemontese.

– All’olfatto regala sentori delicati che spaziano dal pompelmo, all’ananas, alla pesca a polpa bianca. Una vera e propria ventata di dolcezza fruttata.

Eccoci finalmente arrivati al momento fatidico dell’assaggio, ed è qui che viene il bello.

La sensazione sul palato è piacevolmente persistente e puoi apprezzare l’equilibrio perfetto tra sapidità e freschezza. Dopo aver trattenuto lievemente un sorso, non ti resta che godertelo in relax.
Ma a quale abbinamenti culinari si presta il Gavi di Gavi di Luigi Tacchino?

Con cosa abbinare il Gavi di Gavi di Luigi Tacchino

Partendo dal presupposto che questo vino bianco si presta davvero ai piatti più svariati, dagli antipasti alla cucina asiatica passando per gli aperitivi, l’abbinamento che fa risaltare al meglio le sue caratteristiche, sono i piatti di pesce.

Cosa c’è di meglio di una bella grigliata in una di queste serate estive? Via di crostacei, molluschi, salmone e altri pesci grassi, perché grazie all’ottima acidità del vino, la carne del pesce, è bilanciata alla perfezione.
Sentirai che goduria!

– Alla prossima, With love!
Francesca