DOP o IGP, DOC o DOCG, sai qual è la differenza?

Ti sarai sicuramente ritrovato al supermercato dei bollini colorati con dei marchi che attestano la qualità dei prodotti ma ti sei chiesto da dove arrivano?

In Europa, è l’Italia a detenere il primato per il numero di prodotti protetti e i nostri marchi sono noti e condivisi a livello nazionale ma anche europeo.

Il Made in Italy viene rappresentato in Europa attraverso acronimi che testimoniano prodotti alimentari di alta qualità che rispettano caratteristiche e metodi di lavorazione tipici di un determinato territorio. Clima, ambiente e fattore umano ci rendono unici e inimitabili altrove.

Sopra i marchi delle certificazioni dei prodotti Made in Italy. Sotto, le certificazioni di qualità europee

Sono il biglietto da visita con cui lo Stato, dopo opportune verifiche, garantisce l’origine e la qualità del prodotto.

Le certificazioni per il cibo: DOP e IGP

Come per il vino in Italia, anche per i prodotti enogastronomici tipici, l’Unione Europea su proposta del Ministero delle politiche agricole invita i produttori a certificarsi al fine di combattere la contraffazione. Non a caso l’Italia è il Paese con il maggior numero di prodotti DOP e IGP, ma come ottenere questa certificazione?

Secondo il Regolamento 1151 istituito nel 2012, è necessario identificare le caratteristiche distintive del prodotto, la sua origine storica nel territorio, il disciplinare di produzione e l’ente che certifichi il processo di produzione secondo il disciplinare. I colori che contraddistinguono il marchio DOP sono il giallo e il rosso, mentre il marchio IGP è giallo e blu.

Il marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta) garantisce che il processo produttivo dalla prima all’ultima fase é svolto in un determinato territorio mentre IGP (Indicazione Geografica Protetta) impone che almeno una delle fasi venga svolta in un’area geografica determinata.

Ad esempio, la Nocciola Piemontese IGP, riconosciuta con decreto ministeriale già il 2 Dicembre 1993, viene prodotta sulle colline tra Langhe, Roero e Monferrato ma viene prevalentemente utilizzata da artigiani dolciari come il laboratorio La Venaria, nella produzione di torte, creme, gelati e per il famoso gianduiotto o anche come snack salutare a merenda!

Toasted Piedmontese IGP Hazelnuts Venaria Piedmont Delights
Le nocciole piemontesi IGP della Cascina La Venaria

Non è così per i prodotti DOP, se ci spostiamo in provincia di Cuneo, in Valle Grana,  precisamente nei comuni di Castelmagno, Pradleves e Monterosso Grana, viene munto il latte da mucche di razze ben definite, successivamente viene lavorato e lasciato stagionare in alpeggi e si ottiene un Castelmagno DOP dalla mungitura del latte alla vendita nei caseifici. 

Il nome del formaggio deriva dal santuario dedicato a San Magno, un soldato divenuto martire di quelle zone.

Se la produzione e la conservazione del Castelmagno DOP avviene sopra i 1000m di altitudine è definito “di alpeggio” sotto i 1000 m è considerato prodotto “di montagna”.

Castelmagno Guffanti Piedmont Delights
Il nostro Castelmagno di Guffanti

Le certificazioni per il vino: DOCG, DOC and IGT

I marchi riconosciuti in Italia per i vini sono DOCG,DOC e IGT. Noi piemontesi possiamo vantarci di avere ben 18 vini DOCG di denominazione di origine controllata e garantita e 41 DOC di denominazione di origine controllata.

Ma cosa significa questa fascetta interno al collo delle bottiglie?

Dobbiamo ringraziare l’avvocato Rolando Ricci, che negli anni Cinquanta, funzionario dell’allora Ministero dell’Agricoltura, ideo l’acronimo DOC (Denominazione di Origine Controllata). In enologia, il marchio certifica la zona di origine e delimita la raccolta delle uve utilizzate per la produzione

La DOC fu poi istituita con il decreto legge del 12 luglio 1963.

I vini per essere definiti DOC vengono sottoposti ad un’analisi chimico-fisica ed a un esame organolettico che certifichi il rispetto dei requisiti previsti da disciplinare.

Prima di diventare DOC, è necessario che da almeno 5 anni siano IGT, Indicazione Geografica Tipica, ció significa che le uve da cui è ottenuto il vino provengano per almeno l’85% da tale zona geografica.

Dopo 5 anni di IGT, 10 anni di DOC, il vino può essere promosso a DOCG e fregiarsi di questa denominazione che viene appunto “G” garantita dal risultato dei test fatti durante la produzione e l’imbottigliamento.

Dolcetto d’Alba and Dolcetto di Dogliani 

Il nostro Dolcetto d’Alba DOC dell’Azienda Agricola San Biagio, è il vitigno più diffuso in Langa e si trova proprio sulla collina di La Morra nella zona di San Biagio e Pria. Protagonista da secoli della vita contadina, ha ricevuto la DOC nel 1974, i suoi sentori di viola e frutta matura non lasceranno più le vostre tavole!

Il Dolcetto di Dogliani DOCG ha ottenuto questo titolo nel 2005, mettendo così in evidenza le caratteristiche che il territorio di Dogliani offriva a questo vitigno, di cui in Piemonte ne esistono undici denominazioni. Grazie all’accurata vinificazione e alla resa di questo vitigno, Cristina della nostra azienda Cá Mamai ci regala un prodotto che esalta al meglio le caratteristiche di questo vitigno, fresco, fragrante e con leggera nota acida che può accompagnare tutto un pasto.

I vitigni di Ca Mamai dove viene prodotti il Dolcetto di Dogliani

Non pensavi mica che il dolcetto fosse dolce? 

Adesso che sai le differenze, vieni a scoprire i nostri produttori e le eccellenze del nostro Piemonte!

– Alla prossima, with love!
Marcella