Cosa scegliere tra un vino rosso toscano e un vino rosso piemontese?

Quante volte, prima di organizzare una cena con amici, ti sarai trovato di fronte ad un’ardua scelta per abbinare il vino alle tue prelibatezze: si abbina meglio un vino piemontese o toscano? Senza voler trattare il confronto come un derby calcistico che porta a prese di posizione e schieramenti ferrei, cerchiamo di comprendere meglio quali sono le differenze culturali tra le due Regioni, che poi vanno a rispecchiarsi nel prodotto in bottiglia.

Che cosa caratterizza i vini Piemontesi

In Piemonte la prima qualità che spicca è la passione. L’amore che ciascun viticoltore nutre per il proprio colle e per i propri filari di vite, grandi o piccoli che siano. È un legame indissolubile, che richiama il significato celato dietro a Oudeis, di Serafino. Oudeis, infatti, in greco, sta per “nessuno”. Dunque, per quanto i viticoltori siano i reali artefici del loro vino, solo il territorio piemontese può esserne al contempo protagonista e padre. In Piemonte le stesse uve, coltivate a poche centinaia di metri di distanza le une dalle altre, portano a vini assai differenti, donando autenticità ed esclusività a ciascun singolo produttore.

Che cosa caratterizza i vini Toscani

In Toscana, è soprattutto la cantina a fare la differenza. Il marchio viene presentato e impacchettato in maniera sfarzosa e ricercata, sebbene poi le uve non siano così varie come quelle presenti in terra Sabauda: il grande classico Sangiovese, assieme ad uve internazionali, come Cabernet, Merlot e Syrah portano una grande cultura vinicola.

Scegliere tra Piemonte o Toscana non è affatto semplice, due regioni con una precisa impronta culturale che portano a confronti a 360°, non solo a tavola. E a te, se dicessimo: Savoia o De Medici? Appennini o Alpi? Nebbiolo o Sangiovese? Barolo o Brunello? Forse l’ultima è persino la più difficile delle domande che ti ho fatto. E, bisogna essere onesti, non esiste una risposta giusta o una sbagliata. A determinare quale vino sia migliore rispetto ad un altro sono le situazioni e il gusto personale. Non si potrà mai certamente parlare in termini assolutistici riferendosi a due eccellenze del nostro Paese come queste.

L’abbazia di Sant’Antino dove viene prodotto il Brunello di Montalcino in Toscana

Partiamo però dai fatti, quelli certi, riferendoci ai prodotti di spicco delle due terre: il Barolo  e il Brunello di Montalcino. Il primo nasce nelle Langhe, in un “terreno tortoniano”, caratterizzato da alternanze di marne e sabbie stratificate. Sono proprio le marne a favorire la coltivazione della vite, permettendo al Barolo di nascere a pochi chilometri a sud della città di Alba, nel territorio di undici Comuni, caratterizzati da castelli e tenute medievali. Uno dei tanti è appunto quello di Barolo, che dà il nome al vino: un Nebbiolo in purezza che rivediamo anche nel nobile Barbaresco, e che è anche presente nel Gattinara, altre due eccellenze piemontesi.

Il Brunello di Montalcino è una delle grandi chicche toscane. Un vino conosciuto in tutto il mondo che viene prodotto nel Comune di Montalcino, in provincia di Siena nella bassa Toscana orientale. Una terra unica, a 40 chilometri ad est rispetto al mare, a 100 chilometri ad ovest rispetto agli Appennini. In questo vasto territorio di quasi 250 chilometri quadrati, nasce uno dei simboli della Toscana: genuino e incisivo, proprio come il carattere spesso associato ai loro produttori. Qui, come il Nebbiolo per il Barolo, il Sangiovese viene vinificato in purezza, rendendo appunto esclusivo questo vino, capace di differenziarsi realmente dal resto della produzione toscana.

Una piccola differenza? In Toscana i vari vini, come il Chianti, o il Vino Nobile, sono figli del Sangiovese. In Piemonte, invece, oltre al Nebbiolo esistono Barbera, Dolcetto e Vespolina tra le altre. 

Che cosa assaggiare per primo? 

Insomma, capisci anche tu che chiederci se sia meglio un vino toscano o uno piemontese ci ha messo “leggermente” in difficoltà. La nostra proposta è quella di iniziare assaggiando un Barolo DOCG “Bricco San Biagio”, magari scoprendo come il suo aroma e i sapori si sposano con il nostro Tartufo estivo, oppure con una pasta fresca all’uovo con un gustoso ragù di capriolo, come tradizione langarola vorrebbe.

Dopodiché, siamo certi che anche tu smetterai di chiederti cosa sia meglio tra l’uno e l’altro, godendoti i migliori abbinamenti, sperimentando e sorseggiando ciò che più ti lascia soddisfazione al palato. 


Barolo San Biagio Piedmont Delights

E poi chissà, se un giorno potrai assaggiare le delizie della Toscana direttamente da noi…

– Alla prossima, With love!
Filippo