Perché il Bettelmatt potrebbe essere il formaggio italiano più raro

La storia di uno dei formaggi più pregiati e tradizionali d’Italia è ricca di fascino e mistero, ma anche di forte territorialità e cultura. All’interno di un panorama unico come quello che la montagna ossolana offre, grazie alla distese ampie e ben riparate dal vento, anche ad alta quota, la storia dello sfruttamento degli alpeggi risale addirittura a prima dell’anno Mille.

Tradizione vuole che con il “Bettelmatt” si identificasse fin dal XIII secolo, un formaggio di eccellenza utilizzato come merce di scambio, per il pagamento di canoni d’affitto o tasse.

Il nome Bettelmatt pare derivi infatti da “batte” che significa raccolta-colletta e “matt” che in tedesco significa pascolo, rendendo cosi chiaro lo scopo di questo pregiatissimo prodotto: “colletta per il pascolo”.

Ma la sua fama è data soprattutto da come e da dove nasce questo prodotto così unico.

Con il suo sapore ricco di essenze alpine e di sfumature che si accentuano con la stagionatura, il Bettelmatt è un formaggio che si discosta dai gusti classici. L’erba che, oltre ai mix di fiori dà il sapore particolare è la Muttolina.Il Bettelmatt si fa esclusivamente in sette alpeggi, tutti visitabili e collegati dal tour denominato “Sulle Strade del Bettelmatt“, sparsi tra le valli Antigorio e Formazza ad un’altezza superiore ai 1800 metri.
La produzione avviene due volte al giorno, circoscritta in 7-8 settimane. A quelle quote infatti gli animali pascolano solo tra luglio e agosto; le forme vengono poi portate a valle a dorso di muli o negli ultimi anni addirittura in elicottero.
Anche grazie a queste tecniche uniche ed “estreme” il Bettelemat è un formaggio così ricercato e protetto.

Nel 1998 è stato per la prima volta registrato il marchio Bettelmatt, ad opera di un produttore, che nel 2001 ha venduto alla Comunità Montana la proprietà ed i diritti di sfruttamento di questo.

Dall’estate 2003 per limitare le ormai diffuse contraffazioni, i produttori grazie all’Associazione Montana Ossola hanno deciso di marchiare ogni toma con il marchio a fuoco della denominazione Bettelmatt.

Nel 2017 sono state marchiate 5.596 forme, numeri che evidenziano ancora meglio quanto sia un prodotto di nicchia ma decisamente ricercato, visto che in meno di due mesi le forme vanno praticamente a ruba.

La storia del Bettelmatt va oltre il prodotto, nato come merce di scambio, oggi è uno dei simboli di un luogo affascinante e suggestivo, la terra dei Walser, stirpe tedesca che si è stabilita in queste aree fin dal XII secolo.

Le loro case (ancora visibili) sono un esempio di architettura spontanea perfettamente inserita nel paesaggio dove ogni luogo della casa era adibito ad una funzione come, ad esempio, i locali per la lavorazione del latte.

Il Bettelmatt è a tutti gli effetti il miglior biglietto da visita per scoprire questo luogo magico e immutato nel tempo, è il simbolo del duro lavoro ed è forse anche per questo motivo che questo formaggio va prima di tutto rispettato e meritato.

– Alla prossima, With love!
Tommaso